FRANCESCO RIGODANZA

Campione Ultratrail under 30, nato il 6 Ottobre del 1989.
A cura di Giampaolo Allocco.
Ciao Francesco! Vorremo farti un paio di domande per sapere un po’ di te. Quali passioni sportive condividi altre alla corsa? E come sono nate?
Il mio grande amore rimarrà sempre il basket (direi che dai pantaloncini si dovrebbe capire!). Ho giocato per 12 anni oltre a fare anche l’allenatore e l’arbitro. Ancora adesso mi concedo qualche partitella in campetto. Oltre alla corsa ho fatto un po’ di tutto. Mai stato capace di star fermo. Vediamo, arrampicata, sci, calcetto e ciclismo. Ah si, ho provato anche triathlon ma non sono capace di nuotare e tendezialmente i giri sono un po’ da criceto! Ma magari un giorno ci riprovo, chissà...
Che soddisfazioni ti dà lo sport? Specialmente le gare di trail cc.
So che può sembrare strano ma niente mi ricarica e mi svuota la testa come una bella corsa dopo lavoro. Inoltre sono innamorato della montagna e potermi perdere da solo o in compagnia in posti bellissimi è uno dei vantaggi del Trail. Per il resto mi piace molto l’ambiente, i tanti amici conosciuti, il terzotempo, il vedere posti e sentieri sempre nuovi. Il Trail mi fa sentire in pace. Ho capito che era lo sport giusto quando io, ipercompetitivo, mi sono trovato a non interessarmi così tanto delle classifiche.
Quali sono i tuoi punti di forza? E invece in cosa scarseggi?
Vado forte in discesa, mi piacciono i tratti tecnici, recupero la fatica in fretta, sono a mio agio nel freddo e nella pioggia, lo stomaco butta giù di tutto. Di contro odio l’asfalto e i tratti in piano, le partenze veloci, il caldo, la nebbia e la mancanza di sonno.
Ti alleni molto? Come ti tieni in perfetta forma? Segui una dieta?
Cerco di uscire nei boschi appena posso ma vado a sensazione. Può essere che in un giorno esca tre volte o che per una settimana non faccia niente. Raramente sono allenamenti mirati, per lo più guardo come gira i primi 10 minuti e decido se andare forte o no. Quando posso allenamenti in compagnia a ritmo tranquillo e in primavera-estate ci aggiungo bei giri in biciletta (si chiama Carlotta, è un rapporto particolare). Per l’alimentazione: mangio, mangio tanto, mangio tutto, soprattutto pasta e pizze, evito le verdure, e birre ogni volta che si fa un ritrovo SummanoCobras. Io vorrei tanto mangiare meno ma ho sempre fame! Che ci posso fare?
Abbiamo visto che, oltre ad essere un runner, sei anche un professore universitario... come riesci a badare a tutto?
Ehi non sono ancora così importante! Sono solo un umile dottorando in chimica che tra i vari doveri ha anche quello di seguire qualche corso. Penso che come tutti quelli che hanno una passione oltre al lavoro cerco di incastrarla nei momenti liberi o ottimizzare il poco tempo (per esempio facendo casa-lavoro-casa di corsa con lo zainetto o correndo anche a orari strani, spesso dopo le otto di sera). Fondamentale è l’appoggio degli amici e soprattutto della famiglia. I miei genitori sono i miei primi tifosi e devo ringraziarli infinitamente per avermi sempre appoggiato nelle mie passioni.

A quante gare partecipi all’anno?
˝Fino ad ora circa 20 all’anno, ma mi sono reso conto che sono veramente troppe e quest’anno ho deciso di ridurle per poterle preparare meglio.˝
I tuoi studenti sanno di questa tua grande passione? Che ne pensano?
Non penso lo sappiano. O almeno spero. Effettivamente nel mondo Trail la mia reputazione è poco seria, molto diversamente da come sono a lezione. Cerco di tenere separati i due mondi.

Hai anche partecipato alla Duerocche! Come ti è sembrata la gara? A chi la consiglieresti?
Questa sarà la quarta volta che vengo a Cornuda. Sono senatore! Ormai mi sento a casa. È ben organizzata, ci sono tanti amici, c’è gente forte ma soprattutto si respira una bellissima aria da festa per tutto il giorno. Io la consiglio a tutti gli amici, soprattutto a quelli che il giorno prima vogliono dormire nei boschi con me (Casa delle Guardie ormai è cosa mia!)
È adatto a chi vuole fare la sua prima Ultra, a chi vuole sfidare i super top runners (dai che lo so che quest’anno è anche peggio dell’anno scorso!), a chi corre principalmente per le birre dopo, a chi vuole scoprire le bellezze e i sentieri che questo territorio nasconde, ma soprattutto a me. Perché ci torno sempre.
Infine come ci si sente a essere il campione dell’ultratrail under 30?
Ehm niente! è stata bella la premiazione con l’inno di Mameli ma niente più. Rimango orgoglioso di quel giorno, ma pensando al 3 posto in mezzo a quelli forti forti, non al titolo under30 (solo perché Stefano li aveva appena compiuti). Ai premi di “categoria” spero di non pensarci per un po’. In effetto è solo perché Roby Scandiuzzo me lo ricorda sempre che non me ne sono dimenticato!