MORENO PESCE

ATLETA, PORTACOLORI DEI BOGN da NIA E DELLA SPORTABILI PREDAZZO, ICONA DELLE GARE ESTREME IN MONTAGNA.
A cura di Giampaolo Allocco.
Ciao Moreno, oggi ti faremo una breve intervista per sapere un po’ di te.

Che cosa pratichi?
Quando posso cerco di regalarmi qualche passeggiata tra i monti oltre a del sano nuoto.

Quali sono le tue specialità?
Ultimamente le mie specialità sono la salita delle scale dell’asilo con la mia piccola Elisa, che adora salutarmi col pollice in alto! Ma non vede l’ora di accompagnarmi in qualche Vertical. Sto cominciando piano piano a farle provare il ripido.

Da quanto tempo pratichi questa tua passione per i vertical trail?
Dall’estate 2010…
Com’è nata?
E’ nata assieme alla mia attuale compagna Antonella. Assieme abbiamo raccolto un invito a provare una sentiero in salita sopra Moena da parte di un amico (Fabio Rovisi)
E oltre a questo, hai anche altre passioni?
Amo la mia famiglia, la natura e i motori.

Ti va di raccontarci del tuo incidente, e della tua “rinascita”?
Il mio incidente è avvenuto in moto, mentre scendevo dai monti. Preferisco vederlo come un’opportunità. E’ stato un modo per fare un reset della mia vita di prima e ripartire. Non dico sia stato facile, visto che sono partito da una situazione dove non riuscivo a “fare la pipì” in autonomia. Ma oggi, sto facendo cose che non mi sarei mai aspettato di fare nemmeno da normodotato. Quindi, gioite per me, perché sto’ facendo quello che più mi piace.
Come trovi tutta questa energia? Sei una persona molto determinata?
L’energia viene con la sana alimentazione e le mie passeggiate. Poi il resto lo fa’ la mia “testardaggine”. Quando qualcuno mi “stuzzica”, io cerco di rispondere facendo del mio meglio. Non guardo mai il tempo, ma guardo alle sensazioni che provo nel farlo. E se sono buone, non mollo finchè non arrivo all’obbiettivo.
Hai un motto?
No, non ne ho. Cerco di non mollare mai. Ma è una cosa che fanno tutti nella vita. Chi più chi meno.
Che consiglio vorresti dare a quelle persone che come te condivide questa passione e hanno un’invalidità?
Provateci. Riscopritevi camminatori e sognatori secondo i vostri ideali. Il tempo non conta. Non serve correre, basta camminare per star bene.
I tuoi allenamenti: ci vuoi raccontare qualcosa?
Ultimamente faccio molta fatica ad allenarmi. La vita di famiglia mi occupa molto tempo e mi piace farmi coinvolgere dalla mia piccola e dalle attenzioni che mi chiede. Non vedo l’ora di averla accanto a me lungo una di queste pazze salite.
Abbiamo visto che hai provato anche lo sci, come ti è sembrato? Che ne pensi al riguardo?
Ho pianto dentro e fuori. E’ stato così bello riprovare a sentire l’effetto dell’aria sul viso mentre correvo forte sugli sci. Qualcuno, che rispetto molto, mi ha detto che solo i pazzi fanno fondo con gli slittini…ed io ho sorriso perché mi immedesimavo. Sono un po’ pazzo! Ma è bello vivere la vita con pazzia! Sarebbe utile che in Italia ci fossero più fondi verso chi vuole cimentarsi in queste tipologie di sport. Purtroppo gli ausili costano un sacco e non sempre si riesce a farne a meno. La tecnologia c’è e aiuta. Mettiamola in opera! Certe sensazioni, si provano solo vivendole.

Qual è stato il tuo miglior risultato raggiunto? E la tua gara preferita?
Il mio miglior risultato è stato accettare lo stop della direzione gara a 5 km. dall’arrivo di un trail a cui tenevo parecchio, per superamento limite cancelletto. Ma prima o poi, lo porterò a termine, in totale sicurezza. Amo andare per i monti ma in sicurezza e con il sistema di coppia, prima di tutto. La gara preferita?!?! Trail de Le Longane a Lozzo di Cadore (BL). Provatela e poi mi saprete dire.
Sei pronto a partecipare alla Duerocche 2017?
Certamente! Non vedo l’ora di provarla! Ho notato l’altimetria e lo sviluppo. Sarà un piacere vedere il paesaggio dall’alto.
Come ti è sembrato partecipare al Vertical up tour? Potresti raccontarci un po’ delle tue esperienze?
Per prima cosa bisogna dire “A HELL OF A RUN!”. Lo slogan del circuito. Detto questo ogni pista ha la sua storia. L’Hannes-Trinkl di Hinterstoder è la prima pista. Quella di rodaggio, che con i suoi 750 m. di dislivello positivo in 2.750 m. di sviluppo, ti fa’ capire subito che le salite non sono uno scherzo. La Saslong con le sue “Gobbe di cammello” è stata lunga ed eterna, con qualche problema termico visto il gran freddo, ma alla fine 839 m. di dislivello positivo e 3446 m. di sviluppo, sono stati portati a termine. La magia della Tulot di Pinzolo (dislivello di 900 m. e sviluppo di 2600 m.) e dei sui 4 muri sono un antipasto della gara regina del circuito. La Streif di Kitzbuhel. Nel superare il Mausefalle (75% di pendenza massima), quest’anno ho avuto paura. Ero al limite, ed era un sacco che non mi succedeva. Ho fissato il muro davanti a me ed ho continuato a spingere finchè non ho raggiunto la base dello Startschuss. E di li a poco, è esplosa la mia gioia dopo 3.312 m. di sviluppo e 850 m. di dislivello positivo superato. A chiusura del circuito, l’unica pista che si affronta durante il giorno, la Lauberhorn di Wengen. I 4.480 m. di sviluppo con il suo dislivello positivo di 1.028 m., valgono la fatica di arrivare in cima ai piedi dell’Eiger, nel bel mezzo dei festeggiamenti degli sbandieratori e dei suonatori dei lunghi corni caratteristici.
Hai qualche riferimento?
No, non ne ho. Preferisco guardare quello che riesco o no a fare stando in gruppo con atleti normodotati. Poco importa se arrivo ultimo. Guarda che posti che vedo!
Infine, che obiettivi hai per questo 2017?
Alpinisticamente parlando, vorrei provare a raggiungere la cima della Grande di Lavaredo con la guida Lio de Nes. Mentre per quanto riguarda i trail/Vertical, l’anno scorso ho provato il 3° Vertical per difficoltà al mondo, qual’è il KM Vertical de Fully in Svizzera (1.000 m. di dislivello per 1.920 m. di sviluppo). Conto di riprovarci anche quest’anno, magari aggiungendo un'altra gara a tal livello di difficoltà assieme a qualche altro monte/paesaggio di montagna. Sto lavorando perché questo accada. Fino a quando troverò dei ponti e delle mani tese, tutto sarà più semplice. In caso contrario, sensibilizzo gli organizzatori ad aprirsi mentalmente a queste nostre presenze. Non per primeggiare, ma per partecipare ad una passeggiata in totale sicurezza. Capisco la loro preoccupazione nel vederci provare a portare a termine queste gare, ma se ci vogliamo provare, metteteci qualcuno accanto. E’ l’unico modo per noi di vivere la montagna in totale sicurezza. Diverrete complici dei nostri sogni.