RAFFAELLO DUCCESCHI

Da Seul a Barcellona, dalla strada alla cattedra passando per il design.
A cura di Giampaolo Allocco.

Se c'è un Atleta Olimpionico di cui vale la pena conosocere le sue curiose esperienze di vita, questo è sicuramente Ducceschi. Da Atleta ai vertici mondiali della marcia sui 50Km a docente di design, da calligrafo a pittore, Raffaello è una fonte inesauribile di competenze, di conoscenze e di saggezze.
E' quindi con enorme piacere che abbiamo chiesto a Ducceschi di raccontarci..
Nome Cognome: Raffaello Fabio Ducceschi
Età: 49 anni
Come hai cominciato a marciare e perché proprio la marcia rispetto ad altri sport?
˝Sono nato e cresciuto a Sesto San Giovanni, nella perifieria industriale di MIlano, la Stalingrado d'Italia, città rossa, città operaia, nel dopoguerra per festeggiare il Primo Maggio pensarono di organizzare una gara di marcia che presto divenne internazionale. Erano anni in cui nessuno correva e la maratona era la cenerentola dell'atletica, mentre i duelli tra il Vecchio Dordoni ed il giovane Pamich infiammavano un italia che si spostava a piedi o in bicicletta. Da Bambino vidi i campioni di ogni paese d'Europa competere a Sesto, il mio preferito era Saul Laddany un'israeliano superstite a Monaco 72. A 15 anni insieme alle campestri della scuola con ottimi risultati partecipai e vinsi una gara di marcia dei giochi della gioventù ed il mio destino fu segnato.˝
Parliamo un po’ di allenamento e di gare: sei stato un corridore fai da te oppure ti ha seguito qualcuno fin dall’inizio?
˝un po' tutti e due ho avuto la fortuna di crescere in uno dei centri della marcia italiana e di avere a che fare con dei grandi talenti, degli allenatori geniali, allo stesso tempo per certi versi mi son trovato spesso abbandonato a me stesso e nella sfortuna ho trovato un compagno di allenamento geniale, Lorenzo Reggiani, terzo ai campionati italiani juniores sui 25 km, che non ebbe fortuna e non proseguí, ma conserva ancora il record italiano juniores dei 50 km in pista a distanza di 30 anni. Io e Lorenzo ci correggevamo la tecnica a vicenda, allora non lo capivamo ma eravamo due geniacci e studiavamo la tecnica attentamente e ci siamo corretti ed impostati molto meglio di come avrebbero fatto tanti allenatori. Fondamentale perché la marcia è come il salto in alto o gli ostacoli, la tecnica è fondamentale non solo per non essere squalificati ma pure per avere una spinta efficace.˝
Avresti mai pensato di “essere così veloce” e quando ti sei reso conto di “avere qualcosa da dire” in questo sport?
˝Assolutamente no, il mio obbiettivo all'inizio era piazzarmi bene ai provinciali, il problema era che se vincevi a Milano avevi già quasi vinto i campionati italiani… era molto facile avere un milanese sul podio… ecco fu alle prime gare nazionali che mi ritrovai tra i primi in Italia, dietro ai milanesi, ma non solo. Lo dico sempre a tutti, non sai mai dove puoi arrivare, bisogna provarci, e se non riesci cambia sport, troverai il tuo˝
Durante la carriera agonistica hai praticato altri sport, per passione o per divertimento?
˝ne ho praticati tantissimi, il calcio in cortile (ero già riserva) nel basket ero riserva all'oratorio, uno scarso tennista, uno sciatore alpino lento e senza coscie, un nuotatore che beveva, nello scatto battevo solo gli obesi… le gare di fondo son state una rivelazione… nella corsa ero forte ma mi son dedicato alla marcia, per i maratoneti italiani rimarrà un'incognita la mia reale forza sui 42km… ma poi dopo per rilassarmi dagli allenamenti da marciatore professionista mi dedicai al pattinaggio su ghiaccio ed allo sci da fondo in entrambi i passi˝
L’agonismo è stata una scelta ponderata, fatta con consapevolezza oppure hai deciso di sperimentarti nel mondo del professionismo come un salto nel buio?
˝Mezzo e mezzo come sempre, ho ponderato la possibilità di fare il militare e pagarmi gli studi, di costruirmi un futuro attraverso lo sport, devo ringraziare la Polizia Italiana, e come alternativa avevo i Carabinieri e la Guardia di Finanza, allo stesso tempo mi attraeva l'applauso di un pubblico che mi aveva sempre emarginato, una specie di droga, non ti hanno mai stimato, mai apprezzato, sempre emarginato per le tue diversità, ti fanno sentire inferiore anche se dentro di te sai di valere qualcosa, poi lo sport finalmente ti dà un metro oggettivo di misurazione e la dimostrazione del tuo valore reale, alla fine gli applausi e le vittorie diventano un gorgo, un'attrazione viscerale…˝
Oggi pratichi ancora? Posso chiederti che tempo di marcia o di corsa hai adesso? Se Pratichi altri sport oggi?
˝oggi pratico due sport: vivo a Barcellona di fronte al mare e per me stesso vado a nuotare in mare ogni volta che posso anche d'inverno per la salute della mia schiena e per meditare. Per gli altri invece pratico il FitWalking il cammino veloce per il benessere, dove noi marciatori professionisti mettiamo a disposizione le nostre enormi conoscenza tecniche sul cammino per permettere alle persone normali, ai malati e a chi non ha mai praticato sport, di avvicinarsi ad un'attività sportiva sostenibile anche da un obeso, un diabetico o un cardiopatico. Tutti si stanno avvicinando al cammino ma solo noi marciatori sappiamo insegnare a camminare, per quanto questa affermazione sembri incredibile e presuntuosa, questa è la realtà: la gente non sa camminare. Noi lo insegniamo con il metodo di Maurizio Damilano.˝
Leggi riviste o libri che parlano ancora di corsa? Segui qualche giovane talento?
˝ho letto di recente il libro fantastico del dottor Lorenzo Brambilla, cardiologo di Parma, "cuore, fitness e salute" editrice www.mattioli1885.com, che raccomando a tutti, con un solo neo… non parla di FitWalking perché ancora non lo conosceva, ma sto rimediando perché mi son messo in contatto con lui per collaborare su progetti per il cammino.˝
Raffaello, quale è il risultato sportivo a cui sei affezionato? Ci vuoi ricordare quali pensieri e che emozioni hai provato quando si è reso conto che in quei minuti stavi diventando un campione Olimpico, un simbolo per l’Italia?
˝Le due vittorie a Sesto San Giovanni al Primo Maggio, ho battuto una quantità enorme di medagliati olimpici, europei e mondiali impressionante, davanti al mio pubblico di casa, mentre vincevo mi guardavano due ragazzini che mi presero a modello Alessandro Gandellini (argento in coppa europa) e Ivano Brugnetti (oro ai mondiali ed alle olimpiadi). Per me Sesto valeva di più di un'olimpiade. Ne ho scritto un racconto e potete leggerlo qui: ˝.
Oggi vivi a Barcellona, quindi vorrei chiederti una considerazione vista dal di fuori sul panorama dell'atletica oggi in Italia?
Cos’ha di buono il nostro paese ed in che cosa è invece carente? "l'atletica italiana è in crisi nera, in Italia come in Spagna, le ragioni sono varie, ma le vie d'suscita son poche: 1, unire sport e scuola, i ragazzi DEVONO fare il tempo pieno, ed il pomeriggio a scuola devono TUTTI I GIORNI praticare uno o più sport, nell'ambito scolastico emagari emnlle altre ore la scuola deve organizzare lo studio, i compiti, le ore di ripetizione e la biblioteca, insieme alle attività artistiche e musicali. Poi c'è lo sport per gli adulti, l'atletica deve diventare più giocosa e fare concorrenza all'aerobica ed al body building, proporre una specie di decatlon per tutte le età, per divertirsi e per stare in forma. L'unico settore che funziona dell'atletica è la corsa amatoriale ed il prossimo che sta arrivando è il cammino ma manca tutto il resto.
Entriamo nel cassetto dei suoi sogni: c’è una gara che avresti voluto vincere ed una in cui vorresti metterti alla prova oggi?
˝La 50 km in pista, l'ho provata a fine carriera ma ero poco allenato e non ce l'ho fatta a far il record italiano, e poi la Praga Poderbrady una 50 km mitica. Oggi invece no, qualcosa mi attira, ma lasaggezza mi frena, oggi l'obbiettivo vero è star bene con me stesso˝
Raccontaci di un avversario/a che in passato ti ha fatto davvero sudare.
˝Nelle mie gare non ne ho mai avuti, chiunque mi capitò a tiro finí dietro inevitabilmente, mi socnfiggevano quando erano nettamente superiori, ho vinto praticamente tutte le sfide e tutti i duelli. L'unico che mi ha sempre fatto patire e mi ha quasi sempre sconfitto, ma su distanze troppo veloci per me, sui 10 km, è stato Sergio Spagnulo che ho incontrato prima da junior e poi da Senior nei campionati di Società. Un grande talento che avuto molta sfortuna e non si è mai espresso al meglio, tranne un undicesimo posto agli europei di Spalato sulla 20 km.˝
Nell’immaginario di ogni sportivo c’è sempre una foto nel proprio armadietto, ed è la foto del proprio campione. Qual’è stato il tuo/a?
˝Alle olimpiadi di Seul arrivai ottavo con il record italiano ( che detenevo io) il cornutaccio del mio amico Australiano Simon Baker, alla sua prima 50 km mi sconfisse ed arrivò sesto con il record australiano, l'Australia è un paese molto poco sportivo al contrario delle apparenze dove se arrivi secondo non vali nulla e rimani arrabbiato, io e Simon ne avevamo parlato a lungo, dopo il traguardo ci abbracciammo picchiando il 10 alto, eravamo entrambi al settimo cielo per la splendida prestazione cronometrica che ci avrebbe permesso di vincere numerose medaglie nella gare degli ultimi 20 anni, ci fotografarono tutti e pubblicarono ovunque la foto dei due imbecilli, l'italiano e l'australiano ottavo e sesto che si abbracciano felici come grandi amici. Io sognavo una foto da vincitore ma ha fatto il giro del mondo una foto che è il monumento alla sportività ed all'amicizia˝
Cosa ti senti di consigliare a chi ha il sogno di ripercorrere il tuo cammino?
Come si superano i momenti di difficoltà? E' la forza d'animo che spinge ad andare avanti o è necessario avere in mente un obiettivo agonistico? ˝il mio consiglio è divertirsi, sempre, nello sport, nello studio, nella vita, cercare il piacere insieme alla correttezza nello sport che nella vita reale corrisponde alla giustizia e alla verità˝
E per finire volevamo chiederle tre buoni motivi per far entrare la marcia nella propria vita?
La marcia non è per tutti ma solo per chi è portato ad una grande scioltezza di anche, invece raccomando il Cammino veloce, il cammino per la salute, il FitWalking, ed i miei tre motivi son questi: 1, per chi non ha mai fatto sport è l'attività per cominciare; 2, per cardiopatici, diabetici, obesi, per gli effetti indesiderati della menopausa, per chi cerca benessere il FitWalking dà i massimi benefici con poca fatica controllata; 3, per chi ha corso troppo e si è logorato… scoprite il piacere del camminare veloce, di fare sport senza dolori.
Puoi dare un saluto ed un in bocca al lupo per chi prenderà il via alla duerocche?
˝Vinca il migliore e che gli altri riescano a godere della bellezza di questa gara meravigliosa e dell'amicizia dei compagni di fatica, perché la vittoria non è l'unico piacere, anzi forse è proprio il meno importate˝
A nome del Comitato Duerocche e di tutti i RUNNER della DUEROCCHE ti ringrazio per la tua disponibilità.
Giampaolo Allocco Redazione Duerocche