ROBY SCANDIUZZO

Dalle Duerocche al Monte Bianco.
Roby Scandiuzzo, il Runner Cornudese che non ha limiti.



a cura di Giampaolo Allocco
Nome e Cognome: Roberto “Roby” Scandiuzzo

Età: 39 e quest'anno si va per gli anta.
Come hai cominciato a correre?
Guardando fuori della finestra della cucina ho buttato l'occhio verso l'osservatorio Marocco (il GPM della Due Rocche), e mi son detto “lassù ci devo arrivare di corsa” ed eccomi qua a raccontarvi di me.
Quindi da quanto tempo corri?
Ho iniziato a correre nel 2001 dopo dieci anni di inattività quasi totale, preceduti da altri dieci anni durante i quali ho giocato a volley, anche se più che giocare scaldavo la panchina. Forse la voglia di tornare a fare sport, forse la voglia di correre almeno una volta la “due rocche” al mio paese, ha fatto si che da quell’anno non mi sono più fermato. Un amico mi aveva avvisato: Stai attento Roby, la corsa è come una droga.
E perché corri?
Mi piace, mi fa stare bene fisicamente e mentalmente, la fatica non mi spaventa, da solo o in compagnia, correre è uno sport davvero piacevole da praticare, mi permette di conoscere posti nuovi, persone nuove, provare emozioni che altri non immaginano.
Qual è il tuo miglior risultato di sempre?
Non sono un top runner e mai lo sarò, diciamo non saprei neanche dire in quale gara ho conseguito il mio miglior risultato perché sono un podista, o meglio un trailer, nella media...possibilmente rossa doppio malto grazie.
Avresti mai pensato di essere così “predisposto alla corsa” e quando ti sei reso conto di “avere qualcosa da dire”?
Vista la fatica che la corsa richiede soprattutto in salita, non credo di essere particolarmente predisposto, ma ho scoperto che grazie a una costante preparazione e al sacrificio, la fatica non mi pesa, anzi mi gratifica. La corsa è passione pura!
Parliamo un po’ di allenamento e di gare: ti segue qualcuno oppure sei un corridore fai da te? Leggi riviste o libri che parlano di allenamento? Segui delle tabelle?
Tabelle e programmi d’allenamento non fanno per me, io parto e vado, può essere per un’ora o più. Con il lavoro che ho, a volte molto faticoso, se arrivo a casa stanco non ho certo voglia di fare allenamenti impegnativi, casomai esco una mezz’ora tranquilla e poi vado a bere un aperitivo che qui da noi si chiama “spritz”, attività che richiede ben poco dispendio di energie!
Come hai conosciuto la Due Rocche e quante volte l’hai disputata?
La Due Rocche fa parte della storia di Cornuda, anzi è a pieno titolo parte della storia podistica Veneta perché è tra le gare più vecchie ancora disputate. Mi piace osservare i miei concittadini quando si avvicina il 25 aprile: si mettono le scarpe da ginnastica e iniziano a correre (consiglierei assolutamente scarpe da running adatte per la corsa), per cui tornando a noi, la due rocche è quasi nata con me. Ho solo 8 edizioni sulle gambe, le prime sulla distanza dei 12 km e poi tutte sulla distanza più lunga dei 21 km.
Domanda d’obbligo per il popolo della Duerocche che ancora non ti conosce: il tuo miglior risultato in questa gara?
Nel 2003 sulla 12km sono arrivato 22°. Ricordo che appena tagliato il traguardo il mio amico Michele è corso da me mentre ero disteso a recuperare il fiato e per congratularsi ha iniziato a darmi “pacche” sulla testa, sulla schiena! Io ed ero talmente felice che in quel momento non ho sentito nulla. Se poi parliamo della 21 km “Mezza Marathon” allora lì è davvero dura e le mie due ore di gara non me le toglie nessuno.
Ce l’hai un aneddoto da raccontare al popolo della Duerocche?
Di cose da raccontare ne avrei parecchie, ma una in particolare riguardante la Due Rocche anche se non mi è capitata in gara. Mi stavo allenando sui sentieri che portano all'osservatorio Marocco, butto l'occhio su un sasso scavato e lavorato all'interno, grande come un mandarino, proseguo nella mia corsa e dopo un paio di metri torno indietro. Mi fermo, lo raccolgo, lo guardo e mi sembrava quasi un miracolo quello che vedevo. Sembra che all'interno del sasso sia stata scavata in miniatura la grotta di Lourdes . Adesso si trova nella cucina dei miei genitori vicino ad un immagine della Madonna di Lourdes.
Ce l’hai una dritta da regalarci per prepararci bene alla Duerocche?
Dritta? La Due rocche, a parte qualche tratto di asfalto, non ha niente di dritto. Sono 21 km belli tosti, che non ti danno tregua. Consiglierei di non allenarsi solo in piano e asfalto, ma aggiungere delle uscite collinari in sentieri sterrati con cambi di pendenza stando sempre attenti a dove si mette i piedi.
Solitamente corri da solo o hai compagni di allenamento? E alle gare normalmente ci vai da solo?
Corro quasi sempre da solo, non avendo orari fissi di lavoro, quando arrivo a casa parto e vado. Però a volte sono in compagnia di due persone speciali. Una è mio fratello Giorgio “fioldelbosk” (figlio del bosco) al quale voglio un mondo di bene; abbiamo più o meno gli stessi ritmi di corsa e ci bastano due parole per decidere dove andare, quanto fare: la corsa ci ha uniti ancora di più. E l’altra è il Campione del Mondo di corsa in montagna Lucio Fregona, che penso non abbia bisogno di presentazioni, dato il palmares di vittorie impressionante che detiene. Lucio è davvero una persona speciale, non solo per gli insegnamenti sulla corsa, ma anche e sopratutto per la semplicità e la sincera amicizia che ci lega. Per quanto riguarda le gare, non mi piace andare da solo, preferisco andarci con il mio gruppo, il “VardaVanti Cornuda”, oppure assieme a chi condivide con me non solo questa passione ma ben altro.
Ti è capitato di conoscere nuove persone, correndo? …e di fare amicizie?
Il mondo delle corse è bello perché è bazzicato da persone di ogni genere. Inoltre, se ogni domenica capita di incontrarsi alle gare, allora è ancor più facile socializzare. La fatica aiuta molto a stare uniti e il mondo del Trail in questo senso è unico. Sicuramente tra le varie persone conosciute qualcuno è diventato un Amico con la A maiuscola, ma la cosa più bella che mi è capitata correndo, è aver conosciuto chi è al mio fianco nella vita.
Bene, è il momento di svelare i tuoi segreti: cosa e a che ora mangia un atleta come te prima di una gara?
Prima di una gara non cambia molto il mio modo di mangiare, magari se c’è qualcosa che potrebbe
farmi male lo evito. Ecco magari che la sera prima invece di due birre ne bevo solo una! Per quanto riguarda gli Ultratrail è un problema per me: non sono abituato a mangiare durante lo sforzo, ma se in gare con chilometraggi limitati questo non è un problema, può esserlo nelle gare più lunghe. Dopo certe corse non ho per niente fame, che però arriva puntuale dopo qualche ora e allora... buon appetito, e magari ci sta anche un brindisi!
Sei sempre attento quello che mangi, segui una Dieta? Oppure ti concedi qualche vizio ogni tanto?
Tasto dolente. Non sono certo il podista ideale sotto questo punto di vista. Mangio e bevo con moderazione, ma non sto per niente attento alla dieta, o meglio non faccio rinunce finalizzate alla corsa. Adoro la pasta, per cui i carboidrati non mi mancano mai. E poi toglietemi tutto, come dice una pubblicità, ma non la mia birra. Bionda, rossa o scura basta che sia buona e fresca.
Ci hai detto che ultimamente sei appassionato di Ultratrail. Che cosa ti spinge a fare corse estreme?
Partecipare a certe gare mi fa capire fin dove posso portare il mio fisico, a volte la sofferenza prende il posto della ragione o del piacere di correre, ma arrivare in fondo è davvero gratificante, ti ripaga dei tanti sacrifici, se poi questi traguardi li raggiungo assieme alle persone alle quali voglio bene, allora la soddisfazione è unica e impagabile. E colgo l'occasione per salutare tutti gli amici di SpiritoTrail, gente che macina km su km, folli che corrono sui sentieri alpini e poi all'arrivo sempre pronti a condividere una birra.
Quali sono le prossime gare in programma per il 2009, oltre alla duerocche naturalmente?
Prima della Due Rocche la preparazione sarà tutta finalizzata alla Treviso Marathon, e poi si comincia con il Trail, Traversata dei Colli Euganei 42 km, il Gran Raid delle Prealpi Trevigiane 60 o forse 75 km, il Lavaredo Ultratrail 60 km, il Dolomites Skyrace a Canazei 21 km fino a 3000 metri di quota, la Ecomaratona dei Cimbri del Cansiglio 42 km, e poi le corse domenicali e tutto quello che verrà strada facendo. Se qualcuno vuole aggiungersi, è il benvenuto!
Ad oggi, quale è il tuo miglior risultato assoluto di sempre?
Non è un risultato cronometrico o qualche podio, ma è l'aver concluso a fine agosto 2008 la “CCC Courmayer (Italia) Champex (Svizzera) Chamonix (Francia): 98 km con 5600 metri di dislivello in 27 ore, attorno al monte Bianco e aver tagliato il traguardo assieme a mio fratello Giorgio.
Bhé, se hai ancora un po’ di pazienza mi puoi elencare il tuo palmares?
Più che vittorie io ho partecipazioni, come avrete capito più che la strada adoro immergermi nella natura, per me tagliare il traguardo e poi sedermi con gli amici e bere una birra vale come una vittoria.