SILVIA RAMPAZZO & SILVIA SERAFIN

Doppia intervista a Silvia Rampazzo, campionessa in carica dei 21 km Duerocche e Silvia Serafin, campionessa in carica dei 48 km Duerocche.
A cura di Giampaolo Allocco.
Carissime, parto da questa foto e dalla vostra amicizia, dal vostro sorriso e dalla vostra potenza sportiva durante le gare.

Data di nascita
SR: 19/01/1980
SS: 28/06/1989

Ciao Silvie, eccoci qui con una breve intervista. Com’è nata questa passione per la corsa?
SR: La passione è nata per caso ed abbastanza gradualmente. Ho iniziato a correre solo per cercare di liberare la mente e “seminare” la negatività di certi momenti. Poi, con alcuni lunghi stop per problemi alle ginocchia, è stato un crescendo.
SS: La mia passione per la corsa è nata per caso…infatti alle superiori giocavo a pallamano e il mio allenatore mi ha consigliato di fare qualche allenamento di atletica per correggere la mia postura di corsa. Alla fine ho continuato ad allenarmi e iniziata l’università mi sono dedicata solo all’atletica.
Qual è stata la vostra miglior gara? E qual è stato il miglior risultato raggiunto finora?
SR: Forse una delle gare che mi è riuscita meglio è stata la Maddalene Skymarathon nel 2015, una giornata perfetta con una fortissima spinta personale dietro. Anche la Skyrace delle Dolomiti Friulane nel 2014 è forse uno dei miei migliori risultati, sicuramente raggiunto anche grazie a un particolare legame affettivo con il percorso.
SS: Credo di aver avuto i miei migliori risultati nel 2012 e 2013. Su strada la maratona di Padova 2012 (2h44), nel trail forse il Giir di mont 2013.
Mi ha sempre colpito il vostro approccio molto “umile” alle partenze per poi sprigionare una “combattività” durante i Trail. Qual’è il segreto che vi fa andare così forte?
SR: Credo solo la passione, la voglia di ritrovare nel gesto della corsa in natura un equilibrio, una leggerezza utopica nella routine.
SS: Io ho notato che dò il meglio di me quando sono contenta nella vita di tutti i giorni al di fuori della corsa. L’aspetto mentale forse per me ha un peso maggiore dell’allenamento fisico. E credo soprattutto il fatto che la corsa è e deve rimanere la mia passione, il momento che aspetto della giornata.
Quale tipo di corsa preferite?
SR: Preferisco le corse che mi portano in viaggio, non i circuiti ma le “traversate”, possibilmente con percorsi vari che spaziano tra montagne e passaggi nei borghi. Preferisco le corse non troppo brevi, ma neppure lunghissime, dopo 4-5 ore comincio a sognare solo un panino ed una birra.
SS: Al momento mi dedico solo ai Trail e alle Skyrace. La mia distanza preferita è intorno ai 40 km, ma mi piacciono anche le corse più veloci. Raramente ho fatto anche qualche gara più lunga.

Oltre a questa passione, ne avete anche altre?
SR: Ho poco tempo per coltivare molto altro, ma adoro viaggiare. Il mio camperino o una tenda o un treno e alleggerisco subito la mente.
SS: Sportivamente ho praticato anche un po’ di triathlon e un po’ tutti gli sport di montagna, sia in estate sia in inverno. Al di là dello sport mi piace molto leggere e informarmi sugli aspetti tecnici delle calzature sportive, che fortunatamente è anche parte del mio lavoro.
Quanto vi allenate solitamente? Inoltre, secondo voi, qual è il miglior momento della giornata per allenarsi (potendo scegliere)?
SR: Normalmente mi alleno alla sera, rientrata a casa dal lavoro. Potendo scegliere mi allenerei al mattino, ma senza aver l’occhio sull’orologio per controllare l’orario del treno!
SS: Io mi alleno tutti i giorni al mattino. Potendo scegliere credo che mi allenerei sempre al mattino, magari un po’ più tardi dell’orario attuale.
Per migliorare la resistenza, che consiglio vorreste dare agli altri?
SR: Difficile dare consigli, anche perché non mi reputo di grande resistenza. Sicuramente consiglierei di fare dei lunghi lenti, ma comunque sempre di alternarli a lunghi periodi di riposo, perché la prima cosa che abbatte la resistenza, almeno nel mio caso, è la carenza di riposo.
SS: Fare sempre quello che ci si sente di fare senza sforzare. Imparare a capire il proprio corpo e interpretare i segnali che manda.
Per mantenervi in buona forma, oltre al allenarvi, segui una dieta particolare o qualche tipo di preparazione atletica indoor?
SR: Non seguo alcuna dieta e mi dimentico pure di prendere le vitamine, quando le acquisto…però sono molto attenta all’alimentazione, cerco di mangiare leggero e cibi quanto possibile naturali e poco lavorati. Non trovo tempo (e voglia) per andare in palestra, ma, seppur con poca costanza, cerco di ritagliare qualche momento per un paio di esercizi consigliatimi dal team del Kinè…quando mi ha “rimessa in piedi” dopo l’ultimo stop per problemi al ginocchio.
SS: No, seguire diete mi stresserebbe troppo. E sinceramente la palestra non mi attira. Al massimo faccio qualche esercizio a corpo libero come il plank.
Quali sono i vostri punti forti nella corsa?
SR: Urka non saprei, forse quando ho buone sensazioni mi piace la salita, la percezione della fatica ed il tentativo di ascoltare e “controllare” il corpo. La discesa poi se sono in giornata decisamente mi diverte…ma quando non lo sono diventa interminabile!
SS: Credo di essere testarda e recupero velocemente. Il che mi porta a volte ad esagerare.

Come sarebbe la vostra gara dei sogni?
SR: Come dicevo mi piacciono i viaggi…se avessi più resistenza mi piacerebbe farne una lunga, a tappe, compiendo una vera e propria traversata.
SS: Sono super contenta di vivere in Italia, perché credo che per queste specialità offra i posti più spettacolari. Apprezzo molto anche la cura e la passione con cui gli organizzatori preparano gli eventi, il pubblico e il bel tempo!
Infine come ci si sente a essere il campione in carica della Duerocche? Com’è stata la gara 2017?
SR: La Duerocche mi piace sempre, è emozionante perché è “una classica” e raggiunge sempre un grandissimo numero di persone nonché un alto livello competitivo. E all’arrivo trovare gli amici Duerocche ad accoglierti è magnifico.
SS: A tutti, ognuno può trovare una distanza ed uno spirito appropriati…e poi la festa al contorno è memorabile!