SIMONE WEGHER

Campione in carica dei 48 km Duerocche, nato il 4 agosto del 1978.
A cura di Giampaolo Allocco.
Ciao Simone! Eccoci qui con una breve intervista…

Com’è nata questa passione per la corsa?
La mia è una vocazione tardiva. Ho iniziato ad allenarmi con metodo nel 2008 a trent’anni, prima correndo su strada e poi passando al trail nel 2016. L’aver conosciuto l’allenatore Eros Grazioli mi ha permesso di avere un metodo nell’allenamento, mirato al raggiungimento di obiettivi che venivano scelti insieme volta per volta con gradualità e sensatezza. Passare da 3h05’ a 2h25’ in maratona e da1h30’ ad 1h08’ nella mezza significa che l’impegno che ho messo nello svolgere le tabelle è stato tanto e che la qualità dell’allenatore è eccellente.

Qual è stata la tua miglior gara? E qual è stato il tuo miglior risultato raggiunto fin ora?
Difficile dire quale sia stata la mia miglior gara, anche se le vittorie all’Ultrabericus e alla Duerocche 2016 le posso considerare come le due che mi hanno emozionato di più. Per quanto riguarda il miglior risultato, ogni vittoria lo è stato.
Quale tipo di corsa preferisci?
Mi piace molto correre su strada, mantenere un ritmo costante per chilometri e chilometri, ma anche lo sterrato ha il suo fascino, è divertente e vivace.

Oltre a questa passione, ne hai anche altre?
Certo, mi piace viaggiare, andare in bici, soprattutto con quella da strada, andare in montagna, andare a concerti e leggere. Non amo la TV, che non possiedo da una decina d’anni. Con l’associazione l’Ortazzo ci proponiamo di svolgere attività di utilità sociale nei settori della cultura contadina, dell’aggregazione giovanile e della promozione dell’agricoltura biologica e conservativa. Un laboratorio di idee… che mira ad accrescere la sensibilizzazione ed il confronto su temi quali l’importanza di coltivare la terra, di conoscere il proprio territorio e le sue potenzialità, di riscoprire le varietà locali, orticole e non solo, attraverso incontri informativi e dibattiti con relatori esperti. In sostanza sono piuttosto curioso e quindi mi piace fare tutto ciò che soddisfa la mia curiosità.
Mi ha sempre colpito il tuo approccio molto “spirituale” alla vita di tutti i giorni in particolare su come riesci a mantenere questo equilibrio nonostante la frenesia del mondo di oggi? E forse questo il segreto che ti fa andare così forte?
Più che “spirituale”, il mio è un approccio semplice alla vita di tutti i giorni, per essere felice non mi servono molte cose. Ho un lavoro che mi piace, una famiglia, una casa, buoni amici. Per far bene le cose serve calma, impegno, un obiettivo chiaro, organizzazione e passione. Il segreto per andar forte? Impegno, concentrazione e precisione.
Quanto ti alleni solitamente? Inoltre, secondo te, qual è il miglior momento della giornata per allenarsi (potendo scegliere)?
Normalmente mi alleno tutti i giorni, ferie escluse. Per quanto riguarda il momento migliore, per me rimane il tardo pomeriggio verso le 18-19.
Per migliorare la resistenza, che consiglio vorresti dare agli altri?
La resistenza è solo una delle caratteristiche, non la enfatizzerei troppo. La buona prestazione è frutto di un mix di resistenza, velocità e potenza. Dare consigli mi è difficile, serve equilibrio.
Quali sono i tuoi punti forti nella corsa?
L’avere una buona velocità di base.
Per mantenerti in buona forma, oltre al allenarti, segui una dieta?
Beh la cura dell’alimentazione fa parte di uno stile di vita che per me va oltre la corsa; la scelta dei cibi e degli alimenti segue un criterio preciso. Non credo in alimenti miracolosi ma credo che una dieta varia, ricca di frutta e verdura, se possibile biologica o biodinamica, integrale e a chilometro zero sia più sana per me e meno impattante per l’ambiente nel quale vivo. Serve moderazione e non essere degli integralisti. Mi sono fatto seguire da una nutrizionista in passato per curare al meglio questi aspetti.

Se tu potessi ideare una gara, come la creeresti? Come sarebbe la tua pista dei sogni?
la mia gara ideale è una gara che non abbia il finale in salita, corribile e non troppo tecnica.

Oltretutto che soddisfazioni trai da questo sport? Cosa ti suscita in particolare?
Le soddisfazioni sono tante. Potersi confrontare con se stessi, mettersi alla prova, cercare il proprio limite, saper affrontare e gestire le difficoltà che si possono presentare, superare le paure e a volte gioire per una vittoria, scoprire paesaggi e territori diversi, conoscere e confrontarsi con nuove persone. Tutto sta nel saper cogliere le opportunità che questo sport ci dà qualunque sia la velocità di gara o la posizione in classifica. E questo non è poco.
Infine come ci si sente a essere il campione in carica della Duerocche nei 48 km? Com’è stata la gara 2016?
Aver vinto la Duerocche è stato molto emozionante e mi sento felice. La gara nel 2016 ho cercato di gestirla al meglio, partendo forte fin da subito cercando di prendermi un po’ di vantaggio da gestire durante la gara. E così è stato fino al traguardo.
A chi consigli la Duerocche?
Beh, a tutti naturalmente. La formula Duerocche è vincente da tutti i punti di vista: Ottima organizzazione, bel percorso e distanze adatte tutti. La passione si sente, si vede, si corre.