STEFANO FANTUZ

Appassionato del trail running e vincitore dlla scorsa edizione del trail DueRocche 48 km
A cura di Giampaolo Allocco.

Determinazione, dedizione e alte aspirazioni, queste sono le caratteristiche di un campiaone. Stefano Fantuz, Campione Italiano Ultra Trail 45 km FIDAL 2015, ci racconta la sua strada verso il successo.

Nome e Cognome: Stefano Fantuz
Età:Quasi 30!
Quando ti è nata la passione per la corsa?
"Circa 4 anni fa. Prima praticavo altri sport e “corricchiavo” al massimo una volta a settimana e solo nel periodo estivo.˝
Perché hai iniziato a correre?
˝Ho iniziato a correre per necessità, perché non sempre riuscivo ad allenarmi in bici o con gli skiroll (sport che praticavo sin da bambino). Ma correvo solamente in piano e lo trovavo molto noioso, poi quando ho scoperto il trail e la corsa in montagna non sono più riuscito a farne a meno.˝
Che tipo di specialità corri?
˝Pratico principalmente trail running sulle distanze tra i 40 e i 50km più qualche ultra, ma mi diverto molto anche nei trail corti o nelle sky.˝
Quanto è importante la motivazione per affrontare questo tipo di gare, o più in generale, per avere buoni risultati nelle gare di corsa?
˝La motivazione è alla base, senza non riuscirei ad allenarmi serenamente e nel modo giusto. Con le giuste motivazioni si riescono ad affrontare al meglio le difficoltà di questo sport, si superano più facilmente infortuni o periodi “no” ed i risultati pian piano arrivano.˝
Cosa ti piace del Trail?
˝Mi piace stare a stretto contatto con la natura, con i suoi suoni, colori e profumi. Mi piace la semplicità della gente che incontro ed il senso del sacrificio per raggiungere un obbiettivo che accomuna tutti.˝

A quante gare partecipi all’anno?
˝Fino ad ora circa 20 all’anno, ma mi sono reso conto che sono veramente troppe e quest’anno ho deciso di ridurle per poterle preparare meglio.˝
Qual è la tua preferita?
˝Il Giir di Mont. Mi hanno colpito moltissimo il calore dei tifosi che incitano gli atleti lungo tutto il percorso e le lingue di folla che ti accompagnano sulle salite come accade nei grandi tapponi dolomitici del Giro d’Italia. Poi il livello tecnico dei partecipanti è altissimo e si ha l’occasione di correre a fianco dei più grandi skyrunner mondiali. Il tutto all’interno di una cornice naturale molto suggestiva.˝
Come hai conosciuto la Duerocche?
˝Tramite amici e compagni di squadra nel 2012. E’ stata il mio primo trail in assoluto e da lì è scoccata la scintilla, ricordo che arrivai 80° assoluto!˝
Qual è il tuo miglior risultato a cui sei affezionato? La vittoria (o la corsa, più in generale) più soddisfacente.
˝Senza dubbio la vittoria al Trail Duerocche 2015. Un po’ perché è una gara a cui sono molto affezionato essendo stata la prima e un po’ perché sentivo di avere un conto in sospeso con l’edizione 2014 che non era andata secondo le mie aspettative. Una gara perfetta anche dal punto di vista gestionale, in cui per la prima volta sono giunto al traguardo davanti ad atleti molto forti che ancora oggi considero punti di riferimento.˝
Parlando di allenamento: hai un coach o preferisci gestirti gli allenamenti? Nel caso della seconda, come hai imparato a farlo?
˝ Negli ultimi anni mi sono sempre allenato a sensazione e ascoltando i segnali del mio corpo ma da gennaio sto seguendo i consigli di un amico con il quale programmo gli allenamenti in base agli obbiettivi stagionali. Vedremo come andrà…˝
Nelle gare lunghe, è più di difficile allenare il fisico? O la mente? Quanto questi due aspetti si connettono nell’affrontare le sfide?
˝Per affrontare una gara lunga il fisico dev’essere certamente allenato e preparato alla quantità di chilometri, ore o metri di dislivello che si devono affrontare. Ma il ruolo fondamentale lo svolge la mente, senza la giusta concentrazione, convinzione e determinazione il lavoro svolto durate gli allenamenti può essere presto vanificato. Quando le gambe sono stanche si può continuare con la forza della mente, ma quando la mente è stanca inevitabilmente ci si ferma.˝

C’è qualcosa di particolare a cui pensi mentre corri?
˝Quando mi alleno mi godo i luoghi che ospitano il mio passaggio e non penso a nulla in particolare. In gara invece rimango molto concentrato pensando al passo successivo e alla prossima salita o discesa. Se sono in difficoltà cerco di liberare la mente e di immaginare momenti positivi come l’arrivo al traguardo o il terzo tempo con gli amici!˝
Fino a quanto hai controllo della tua mente? C’è un momento in cui i pensieri prendono una strada loro?
˝Sono molto metodico e generalmente in gara parto già con una strategia precisa che mi tiene la mente occupata mentre corro. Quando accadono degli imprevisti che non avevo considerato allora tendo a perdere il controllo e la concentrazione e a quel punto non mi resta che scegliere se fermarmi o trascinarmi verso l’arrivo!˝
Pensi che correre sia un’attitudine, un talento? O credi che tutti possano riuscirci?
˝Siamo tutti nati per correre! Alcuni sono più portati e altri meno, ma chiunque con impegno, dedizione e motivazioni forti può raggiungere risultati inaspettati.˝
Grazie alla corsa, hai sviluppato delle qualità che ti aiutano ad affrontare la vita di tutti i giorni? Non so, il lavoro, gli impegni…
˝La corsa, come lo sport in generale che ho praticato da quando ero piccolissimo, è indubbiamente una palestra di vita grazie alla quale ho imparato a destreggiarmi con più facilità nelle situazioni che mi si possono presentare nel quotidiano e mi ha insegnato che per ottenere quello che si desidera ci vogliono “soltanto” tanto impegno e spirito di sacrificio.˝
Il posto più bello dove hai corso?
˝Non riuscirei a scegliere un posto preciso, sono molto affezionato alle nostre Dolomiti e quando mi ci trovo immerso è come se fossi su un altro pianeta!˝

Scaramantico? Un gesto portafortuna prima di una gara.
˝Per niente scaramantico anche se devo dire che la mattina della gara tendo a fare sempre le stesse cose e nello stesso modo, più che altro per una mia sicurezza personale.˝

E’ l’unico sport che svolgi? O c’è altro che ti appassiona?
˝Ho iniziato a fare sci di fondo e skiroll da piccolissimo, poi MTB e nuoto. Adesso il mio principale sport è la corsa ma gli altri non li ho mai abbandonati.˝

Obiettivo 2016?
˝Sicuramente la CCC (Courmayeur-Champex-Chamonix), sarà la mia prima 100km e non vedo l’ora di mettermi alla prova su una distanza nuova!˝